Lorenzo Bianchi

Lorenzo Bianchi

12/03/1948 – 04/10/2025



La gioventù e la famiglia

Mio padre, Lorenzo Bianchi, è nato a Parma nel 1948. Ogni volta che raccontava della sua infanzia, lo faceva con un sorriso che partiva dagli occhi. Cresciuto in una famiglia semplice, parlava spesso delle estati passate in campagna, tra giornate lunghissime e profumo di terra bagnata.

Da ragazzo si innamorò dei libri, della fotografia e di quel jazz che riempiva la casa la domenica mattina. Sono passioni che ha trasmesso anche a noi figli, più con l’esempio che con le parole.

Quando ha messo su famiglia, ci ha insegnato cosa significa esserci davvero: presente, tranquillo, sempre pronto ad ascoltare. La nostra casa è stata un porto sicuro grazie a lui.


Le grandi soddisfazioni

Papà ha lavorato per tutta la vita come artigiano. Un mestiere che amava e che rispettava profondamente. Diceva che “le mani parlano”, e le sue, in effetti, parlavano di anni di impegno, cura e pazienza.

Ha aiutato tanti giovani a imparare quel lavoro, e molti ancora oggi ci raccontano quanto sia stato importante per loro. Noi figli lo guardavamo con orgoglio quando qualcuno veniva a ringraziarlo.

Fuori dal lavoro, papà era un viaggiatore curioso: tornava sempre con storie da raccontare, foto strane e quel modo tutto suo di osservare il mondo, lento e attento.


Gli ultimi anni

Negli ultimi anni si era trasferito a Milano per stare vicino a noi e ai suoi nipoti, che lo facevano ridere come un ragazzino. Amava portarli al parco, insegnare loro a guardare le foglie, il cielo, le cose piccole.

Anche quando la salute ha iniziato a chiedergli più attenzione, non ha mai perso la sua serenità. Continuava a scattare foto, a uscire presto la mattina per fare due passi e a godersi quelle piccole routine che gli davano pace.


Il ricordo dei cari

Ci mancherà tantissimo.

Manca la sua voce calma, i suoi consigli mai invadenti, la sua ironia sottile.

Per noi figli è stato un punto fermo, un esempio silenzioso di come si può vivere con gentilezza e dignità.

Per i nipoti, un nonno presente e affettuoso.

Per gli amici, una persona su cui si poteva contare davvero.

Lo ricordiamo con gratitudine e con un affetto che non finirà. È stato un padre meraviglioso, e il suo modo di stare al mondo continuerà a vivere in noi.


(Il testo precedente è solo un fac-simile e non esiste nessun Lorenzo Bianchi con quel viso e che corrisponde a quanto descritto in questo QustodeR)